Queer news dal mondo

Coronavirus  e genere – I governi di tutto il mondo sono impegnati a elaborare misure di contenimento dell’epidemia del nuovo coronavirus. Dall’ora d’aria consentita a cani e bambini, alle sciarpe protettive fino a ipotesi di “immunità di gregge” le bizzarrie non mancano. Ma i governi di Panama e Perù, in sud America, hanno tirato in mezzo anche il genere. “In base al decreto presidenziale, fra le le 8 e le 18 potranno uscire il lunedì, mercoledì e venerdì gli uomini, mentre le donne potranno farlo il martedì, giovedì e sabato. La domenica, invece, sarà off limits per tutti (…) Lo stesso succede a Panama”, riporta il Messaggero. Aspettiamo che qualche infografica ci illumini sull’appiattimento della curva di genere.

Coronavirus e aborto – Il nuovo coronavirus sta seminando sofferenza, panico e crisi di vario ordine e grado. Ha risvegliato anche appetiti reazionari dalla parte dei gruppi pro-vita e Famiglia in Italia, che hanno scritto una lettera al Parlamento per chiedere la sospensione dell’Ivg, cioè dell’aborto negli ospedali italiani. The Vision fa notare come non ci siano state segnalazione di sospensioni flagranti del diritto all’aborto. Tuttavia, il problema si pone perché, tutte le fasi dell’Ivg, anche farmacologica,  sono seguite in ospedale. Come fa notare questo articolo di Francesca Visser su Open Democracy : “Se gli aborti farmacologici fossero disponibili nei consultori, si potrebbe diminuire l’attuale carico degli ospedali”. Giulia Siviero su Il Post denuncia: “Nella riorganizzazione generale, e nell’assenza di linee guida nazionali, alcuni ospedali hanno ridotto gli accessi all’interruzione volontaria di gravidanza e molte strutture hanno sospeso oppure trasferito il servizio, senza darne una chiara comunicazione”.

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Gif di UN Women

Violenza sulle donne – Il confinamento in casa, il “lockdown” forzato dal coronavirus ha reso le donne vittime di abusi e violenza ancora più vulnerabili perché obbligate a vivere con i partner violenti h24. In Italia la denuncia è partita da Telefono Rosa dalla rete Di.Re, che hanno riportato la diminuzione delle denunce (-55%) nel periodo tra l’8 e il 15 marzo. Questo articolo pubblicato sul sito cnn.com, racconta che le autorità e associazioni, in Francia e Spagna, consigliano alle donne a rischio di denunciare nei negozi di prossimità, tra cui le farmacie, con un “codice segreto” segnalato come “mask 19”. In questo modo, la polizia francese ha arrestato un uomo a Nancy. “I numeri di telefono di supporto hanno ricevuto quattro volte meno telefonate rispetto al normale. Ma le organizzazioni hanno ricevuto più messaggi istantanei. Questo potrebbe significare che gli aguzzini impediscono alle vittime di cercare aiuto via telefono”, ha detto Pejčinović Burić, Segretaria generale del Consiglio d’Europa.

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Dritti transgender – Per combattere il coronavirus servono “pieni poteri” (brrr, evoca brutti ricordi e estati al Papeete, vero?). Li ha richiesti il presidente Viktor Orbàn in Ungheria e il parlamento ungherese ha detto si. Il  leader di Fidesz ha approfittato della crisi coronavirus per proporre un emendamento che impedisca il cambio di genere alle persone transgender. La Commissaria ai diritti umani del Consiglio d’Europa ha richiesto al parlamento ungherese di non approvare la nuova legge. Lo scrivono Human Rights Watch e il Guardian.

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Tawhida Ben Cheikh è la prima donna musulmana del mondo arabo ad avere esercitato come medico, ginecologa e pediatra.

Diritti delle donne – La Tunisia è l’unico Paese dove i semi della primavera araba (sono passati quasi 10 anni!) hanno attecchito e fioriscono (timidamente). Il 27 marzo la banca centrale della Tunisia ha stampato le nuove banconote da 10 dinari con la prima dottoressa medica della storia del paese. Lo riporta il sito web francese Konbini. Si chiama Tawhida Ben Cheikh è la prima donna musulmana del mondo arabo ad avere esercitato come medico, ginecologa e pediatra. Dal 1937 ha diretto anche la rivista femminile Leila.
Ma dove sono le donne al potere in Tunisia? Nel nuovo governo guidato dal primo ministro Habib Jemil ci sono solo 4 donne su 28 ministeri, nominate il 2 gennaio 2020 dopo le elezioni che avevano visto il trionfo del partito conservatore Ennahdha. 

Omotransfobia diffusa in Polonia. Il Parlamento europeo (più precisamente l’intergruppo sulle questioni LGBT+) ha scritto ai rettori delle università polacche per chiedere di schierarsi contro la situazione di grave intolleranza presente nel sud del Paese. Lo riporta gaynews.

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Uno screenshot della “mappa dell’odio” che indica le zone rosse anti LGBT in Polonia. Fonte: atlasnienawisci.pl

Risale a fine Febbraio la notizia che in Polonia esisterebbero città “gay-free”. Gli attivisti LGBT avevano creato una mappa dell’odio. La mappa interattiva le città e le aree più intolleranti sono a sud-est, al confine con l’Ungheria. Varsavia resterebbe al di fuori di questa zona rossa dell’intolleranza. Secondo Balkaninsights.com, l’inizio della crociata dei comuni polacchi contro la “cospirazione LGBT” sarebbe iniziata come reazione all’adozione della “Carta dei diritti LGBT” da parte del sindaco di Varsavia. Se la maggior parte dei comuni polacchi ha adottato delibere contro le persone LGBT, circa 34 municipalità avrebbero adottato solo provvedimenti “moderati”, definiti “pro-famiglia”. Secondo il partito conservatore del presidente Kaczynski l’ideologia LGBT sarebbe occidentale e non  in linea con i valori della famiglia e della religione cattolica, pilastri della società polacca.

Essere gay, lesbica, trans, bi o queer non è per niente facile in Polonia. Il Parlamento europeo ha condannato le iniziative anti LGBT delle città polacche.

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Lotta all’omotransfobia – E’ una notizia vecchia, ma bella e riguarda la piccola isola felice Svizzera. Al referendum del 9 febbraio, i cittadini e le cittadine svizzere hanno votato a favore della legge contro  contro la discriminazione e l’incitamento all’odio motivati da orientamento sessuale, approvata il 3 dicembre 2018 dal Consiglio nazionale. La legge, però, non estende l’articolo 261 bis del Codice penale, noto come “norma antirazzista”, fa notare Gaynews. Nella confederazione, il 63% degli elettori si è espresso a favore della nuova legge contro l’omofobia.

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