Paul B. Preciado, la conversione di Sant’Agostino e il transfemminismo

Siamo nell’assemblea costituente di una rivoluzione in corso, e “l’assemblea” del cortile del castello estense di Ferrara risponde entusiasta alla chiamata di Paul B. Preciado, filosofo queer e transfemminista conosciuto in Francia e in Spagna e anche un po’ in quell’angolo della cittadina emiliano-romagnola dove si sono radunate le forze del festival di Internazionale. Una grande famiglia intellettualmente ed emotivamente connessa, con tutte le sfumature del caso. L’armonia e l’ironia regnano.

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Paul B. Preciado copyright Antidote

 

Era Beatriz, ora è Paul. Preciado, 49 anni e una transizione alle spalle, ha parlato a lungo del suo primo libro, Il manifesto controsessuale, che ha visto quest’anno una nuova edizione e adattamento. Un testo concepito per la sua tesi di dottorato :”all’inizio questo libro per il contesto filosofico era quasi come un comic. Non era un libro accademico. Per me è stato  come un gioco di adolescenza, di locura“. Paul nasce in una famiglia conservatrice di Burgos “una cittadina fascista, franchista e machista“. Non ha avuto un buon rapporto con i genitori, e a Burgos ha lasciato tutta la sua identità originaria. le nuove identità nascono spesso in una condizione di tensione, “tirate come una corda di violino”, come direbbe Zadie Smith nel saggio Feel free. Un grande amore noto nella vita di Preciado è la scrittrice Virginie Despentes che parla di Paul, al tempo Beatriz, come la superlesbica che mi ha salvato dalla mia eterosessualità depressa.
Il manifesto controsessuale è un libro concepito in un momento di assenza di  cultura femminista in ambito accademico ma non solo. C’era un gap da colmare. L’assenza, dice Preciado, si estendeva alle voci di lesbiche, transessuali, anticolonialiste, anti subalterne. Questo libro era un grido di disperazione in ambito accademico ispirato da uno spazio di esclusione di pensieri delle minoranze.
È bellissimo essere una moltitudine e parlare della sessualità di sant’Agostino – Le sue considerazioni partono da Sant’Agostino. Uno dei padri della chiesa cattolica romana, il grande predicatore della pudicizia e della castità aveva, prima della conversione, una sessualità ipertrofica, irrefrenabile. Con la conversione, dalla sessualità romana a cristiana ha sentito il passaggio a un regime di sessualità ristretta. In questo senso Sant’Agostino è transessuale.

Per me l’importante era prendere la sessualità e toglierla dall’ambito della biologia e contestualizzarla come storia politica. L’ispirazione di Preciado è Michel Foucault, soprattutto i suoi studi sulla biopolitica, poiché lavora sul rapporto tra soggettività e collettività.

Le tecnologie ci governano – Per Preciado l’identità di genere e la sessualità sono socialmente costruite: Anche i corpi, i nostri generi, sono costruiti come un’architettura. Uno dei momenti chiave del femminismo a partire dagli anni 70 fu di pensare la differenza sessuale come una costruzione sociale. Io sono stato educato con questo femminismo. Che il filosofo considera acritico. Non considera cioè le tecnologie.

All’inizio della sua carriera accademica, Preciado insegnava femminismo e teoria queer in una facoltà di architettura. E mi dicevano: costruzione sociale e culturale. A cosa ti riferisci? perché la costruzione è il nostro settore. Perciò mi sono reso conto che il femminismo de gli anni 70 e 80 aveva valutato solo in modo acritico la costruzione sociale del genere.
Da qui il ripensamento su tutta la linea femminista, o meglio l’approfondimento: se i nostri corpi e le nostre identità sono costruite socialmente quali sono le tecnologie che hanno permesso questa edilizia di genere?
A Preciado piace utilizzare la tecnica dell’esercizio filosofico intellettuale, non senza ironia: Questo incontro in questo edificio può essere considerato come la consumazione sessuale totale del nostro incontro. Dopo la II guerra mondiale c’è un cambio radicale della concezione della sessualità e tutto ciò è in rapporto con l’architettura
Lo specifico di questa tecnologia del potere è che il potere assume una forma di corpo e di un corpo che dice io.

Poi torna al quid Pensare alla trasformazione della tecnologia del potere e della trasformazione della tecnica di soggettività. Sono quelle tecniche vi hanno portato storicamente all’interno di questa differenza sessuale.  Non è un concetto che si possa afferrare facilmente.  Voi stabilite una relazione con voi stessi che passa per il binarismo. Omo etero bianco o nero. Come siamo arrivati a un delirio politico per dire io sono etero io sono gay?io sono una donna io sono un uomo?, una pazzia che regge le basi della società italiana e occidentale ma che si potrebbe estendere a matrice dell’identità umana, complice la globalizzazione e colonizzazione.

Le categorie della sessualità che conosciamo sono state create dalla medicina dal 16 esimo al 20 esimo secolo. Fino al 1947 la nozione di genere non esisteva. È stata inventata dagli neuropsichiatri americani.
Quando si parla di politica di genere si parla di donne. Non è cosi. In effetti, spesso si sente parlare di genere come se riguardasse solo le donne. E’ falso perché gli studi di genere si limitano a studiare tutte le costruzioni sociali e culturali (e non solo) da cui deriva la differenziazione del genere maschile e femminile. Ma per Paul Preciado questi studi sono addirittura superati perché la grande rivoluzione è pensare al di là di tutte le categorie.
La nozione di genere è stata inventata negli anni ’40 per definire la differenziazione sessuale. Per la prima volta nel dibattito medico fa breccia l’idea che c’è una molteplicità di corpo umano vivente al di la della femminilità o della mascolinità. E questo ha giustificato pratiche mediche (ancora esistenti) che permettono di intervenire per determinare chirurgicamente il sesso dei bambini intersessuali. Preciado lo chiama un consenso giuridico politico medico che è necessario operare i bambini che non rientrano nelle categorie binarie. Potrebbe benissimo chiamarsi determinismo sessuale.
Il secondo grande cambiamento intervenuto nella costruzione della sessualità, secondo Preciado, inizia con l’apparizione della pillola anticoncezionale:  Inizia una gestione dell’eterosessualita non riproduttiva. Anche questa è una tecnologia che ci compone ma ancora come singoli.
È necessario iniziare in maniera collettiva alle tecnologie che ci compongono, invita P.
La parola chiave è decostruzione: dobbiamo aprire la pillola delle tecnologie e iniziare a studiarla. Questo esercizio deriva dalla lotta all’Aids, un collegamento inaspettato ma che rende l’idea di passaggio alla soggettività collettiva che Preciado vuole comunicare: Non si sapeva se la pillola contro l Aids era un placebo o una medicina. I malati di Aids si sono ribellati e hanno voluto sapere. Si ritorna ancora una volta alla composizione delle identità: la domanda non è chi sono ma come funziono? Quali sono le tecnologie che mi compongono?

Il manifesto transfemminista – Questo è un manifesto politico davanti alla città di Ferrara

C’è una molteplicità genetica, morfologica ed endocrinologia che non può essere ridotta ai codici binari. Proclamiamo un corpo che vada al di là dell’anatomia. Un corpo che non è riducibile alla differenza: sessuale, di razza, di genere. Quello che propongo è andare al di là dell’ identità tradizionale.Raggiungere un comunismo tecnosomatico. Il corpo vivo come corpo irriducibile, come unico cittadino del pianeta. La differenza tra mascolinità e femminilità è anche una differenza tra produzione e riproduzione. Con la proposta che faccio voglio caratterizzare le lotte che stiamo facendo in ambito anticoloniale, sessuale, femminista, renderle trasversali e convertirle in un progetto di sovranità somatica planetaria.

L’immaginazione è l’organo più importante della trasformazione politica.

Potrebbe essere la frase di una campagna elettorale e in effetti Paul ci è riuscito: ha entusiasmato proprio tutti, addetti ai lavori e curiosi di passaggio. C’è un modo di dire in francese per connotare questo potere visionario Paul Preciado nous vend du rêve. E’ tutto molto bello ma questo modello rivoluzionario si scontra con la complessità e il caos del nostro tempo. Tra le tante domande, le più urgenti:

Cosa resterà delle minoranze se saranno decostruite e fluidificate in un sistema che non è pronto ad accoglierle in questo formato (quasi) gassoso?

Quale sarà la leva politica adottata contro chi si opporrà a questo idillico sistema di comunismo tecnosomatico?

Siamo davvero pronti/e ad accogliere questa sfida?
.

 

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