Queer news dal mondo

Pride! 2019 – Bruxelles, Milano, Parigi, Londra, New York, Amsterdam….sono centinaia le città nel mondo che hanno organizzato e ospitato i pride celebrativi dei 50 anni della rivolta di Stonewall. L’Onda Pride italiana ha toccato 30 città, Matera ha organizzato la prima edizione della sfilata, a Campobasso si è svolta la seconda edizione del Molise Pride mentre a Roma sono arrivati 750.000mila partecipanti.

Il New York Times ha raccolto una selezione di scatti dai pride del mondo. Tra le foto iconiche, a Singapore i partecipanti alla parata hanno chiesto la cancellazione del’articolo 377a del codice penale che sanziona il sesso tra uomini, ancora oggi criminalizzato.

Singapore pride
CreditWallace Woon/EPA, via Shutterstock

Perimetro, una libera associazione di fotoreporter attivi a Milano, ha organizzato un collettivo di 200 fotografi amatoriali in occasione del Pride del 29 giugno scorso. Ecco la selezione di foto scelte dalla redazione.

Milano Pride
Milano, Stazione Centrale, c Valentina Mazzenga (Perimetro)

Russia – La militante Elena Grigorieva, 41 anni, è stata accoltellata e uccisa a San Pietroburgo il 22 luglio, fuori dalla sua casa. Grigorieva aveva ricevuto minacce a causa del suo attivismo da un sito russo, ora oscurato, che aveva pubblicato poco tempo prima dell’omicidio una lista nera di attivisti LGBT obiettivo delle persecuzioni degli utenti, raccontano Le Monde e The Guardian. L’attivista aveva già denunciato le minacce senza suscitare alcuna reazione da parte delle autorità russe, ha raccontato l’amico e leader dell’opposizione Dinar Idrisov.

TunisiaMounir Baatour non è solo un avvocato di Tunisi. Non ha solamente fondato l’associazione Shams per l’abolizione dell’articolo 230 del codice penale che condanna a 3 anni di prigione le relazioni omosessuali. Mounir, riporta LaLibre.be, ha le mani ingiallite dal fumo e ha subito persecuzioni a causa del suo orientamento.
L’avvocato Baatour è anche uno dei candidati alle prossime elezioni presidenziali in Tunisia, ma è stato estromesso perché è gay. E’ il primo caso nel mondo arabo. “Mi sono subito recato al Tribunale amministrativo di Tunisi per presentare formale ricorso. – racconta a IlFattoQuotidiano.it – Il provvedimento assunto dalla Commissione elettorale non è sufficientemente motivato, dovranno quanto meno darmi una spiegazione”.

Mounir Baatour
Mounir Baatour, avvocato candidato alle elezioni presidenziali in Tunisia, estromesso a causa del suo orientamento sessuale

USA – Le persone transgender (ndr non solo chi ha portato a termine la transizione di genere da uomo a donna, o viceversa, ma anche chi non rientra nella condizione binaria uomo-donna) rischiano di perdere la tutela del Civil Rights Act, contro le discriminazioni sul luogo di lavoro. Il 16 agosto l’amministrazione Trump, in un processo civile, ha chiesto alla Corte Suprema di pronunciarsi a favore della possibilità di discriminare, e quindi licenziare, le persone transgender a causa del loro orientamento di genere. Secondo TIME, il caso riguarda Aimee Stephens, una donna transgender che nel 2013 aveva comunicato all’azienda di servizi funebri di soffrire di un “disturbo di genere” e di voler iniziare a transizione da uomo a donna. L’azienda ha quindi licenziato la donna perché rifiutava di vestire l’uniforme da uomo chiedendo di poter indossare, invece, quella da donna. Secondo il dipartimento di giustizia americano, la legge federale che proibisce le discriminazioni sulla base del sesso, razza colore, religione non proteggerebbe le persone transgender perché si riferirebbe esclusivamente alla non discriminazione in base al sesso biologico. La Corte Suprema, il massimo organo giurisdizionale negli USA composto, al momento, da una maggioranza conservatrice, deciderà in ottobre.

In un articolo del 29 luglio il New York Times scrive che “il dipartimento per l’educazione dell’amministrazione Trump non considera con la dovuta attenzione le denunce per discriminazione presentate dagli studenti e dalle studentesse gay, trans e queer”. Il dipartimento ha diramato una nota in cui afferma che “l’identità di genere non rientra e non è protetta da nessuna legge federale sui diritti civili”. «Proteggiamo i diritti civili di tutti i nostri studenti» ha dichiarato Liz Hill, portavoce del dipartimento. Ha inoltre precisato che il rapporto sulle denunce LGBT stilato dal Center for American Progress non sarebbe obiettivo.

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