Cinzia Otherside ha fatto arrabbiare il moralismo (di provincia)

L’identità rassicurante. Deve essere questa l’ossessione dei consiglieri di centrodestra del comune di Lucca che il 9 agosto, in consiglio comunale, hanno preso le distanze dall’iniziativa del Lucca Comics di portare a teatro l’adattamento di “Cinzia“, il fumetto di Leo Ortolani. «Non vogliamo la deriva gender», ha dichiarato la consigliere forzista Simona Testaferrata. Si tratterebbe di propagandare le aberrazioni dell’ideologia che nega la naturale divisione biologica tra uomo e donna, secondo il leghista Giovanni Minniti. «Lucca è una città aperta ad ogni forma artistica, e non sarà certo un partito politico a mettere paletti o censure a un artista conosciuto nel mondo per la sua indubbia capacità», la replica della consigliere di maggioranza Pd Silvia Del Greco.

Quello che non è normale è la necessità di giustificarsi sempre quando si dibatte su temi come l’identità, la sessualità, l’aborto, il sesso, il genere. «Questo discorso non danneggia la famiglia tradizionale». Viene in mente, a proposito di personaggi dei cartoni animati, Helen, la pia moglie del Reverendo Lovejoy (grazie, Mattia!;) che esclama preoccupata: “E i bambini?chi pensa ai bambini?”. La risposta, cosi di getto, sarebbe E CHE CAZZO C’ENTRA, nessuno vuole colonizzare le menti dei piccoli con ‘strane’ idee (eppure chi scrive, povera, anche se tentata dalla soluzione E CHE CAZZO C’ENTRA ha dovuto dibattere del seguente increscioso argomento “gli LGBT che deviano i bambini a scuola” con membri della sua famiglia).
E se invece volessimo davvero parlare di cosa sia la famiglia tradizionale e metterlo in discussione per dare spazio ad altre identità? Sarebbe più giusto dire: «Questo discorso va nell’interesse di tutti», perché non c’è società più dedita al fallimento di quella che si aggrappa alla morale per evitare il naufragio.
Perché tutti hanno paura del mostro gender in fondo in fondo. E’ paradossale che le paillettes terrorizzino l’opinione pubblica italiana più delle immagini dei morti in mare, o del tasso di disoccupazione al sud. Del resto condividiamo la cittadinanza con Diego Fusaro. E se, in fondo a quell’oceano che contiene il permafrost del vostro inconscio, le paillettes piacessero anche a voi?

cinzia-interni-2
Copyright Leo Ortolani
Rat-Man
Rat-man, il non eroe di Leo Ortolani

Chi è Cinzia? Cinzia Otherside è uno dei personaggi del fumetto Rat-man, supereroe maldestro e senza alcun potere particolare, creato da Ortolani nel 1989. Nel 2018 Ortolani ha presentato un fumetto interamente dedicato alla bionda platinata, proprio al festival del fumetto di Lucca. Da qui l’idea di proporre una rappresentazione teatrale della vita di Cinzia, all’anagrafe Paul.

Eppure Cinzia esiste per davvero. Magari la/lo incontri per strada, fa la spesa all’Iper con te, proprio nel reparto frutta e verdura. Chi l’avrebbe mai detto eh? “Sembra proprio una donna/uomo, non me ne capacito”. Decidere una transizione non è cosa semplice. Non è una scelta ma una necessità. Viene dal profondo dell’io e non puo essere ridotta a un capriccio estetico o di forma.
L’ossessione per la ricerca di ragioni “che hanno portato a questa scelta” è martellante: “non potevi essere normale?”. Normale, normale, normale. Oggi l’homo frustratus è la normalità. La volgarità e il cattivo gusto arriva semmai da altri lidi. Si continua a demonizzare il Pride, l’eccentricità e la diversità: non sarebbero all’altezza dei mores, degli standard estetici.
Questi entusiasmanti dibattiti di provincia sul decoro (che parola odiosa ipocrita e mediocre!), infatti, lasciano ai margini gli esseri umani. Le persone transgender esistono davvero e spero si facciano una bella risata (amara) quando questa risacca di argomenti inutili riporterà poi a riva un mucchio di spazzatura.
Assenza di dibattito
Sulle questioni di genere, probabilmente convincere a dialogare chi interpreta il mondo come un Commodore 64 (0101001010101010) è facile come camminare per 10 kilometri sulla sabbia bollente l’11 agosto (in ogni caso provocherebbe lo stesso fastidio).
Chi avrebbe davvero bisogno di una ventata d’aria fresca non sono gli avversari ideologici ma gli alleati strategici. Incerti sull’effetto dei lustrini sulla psiche umana, loro preferiscono passare in sordina. Il mio consiglio: abbandonate il decoro e abbracciate la contraddizione e la varietà umana, vi permetterà di abbandonare lo stagno per il mare aperto. Se avete dubbi, a domanda giusta da fare, quando si tratta di scelte umane, non è mai “perché” ma piuttosto “Mi racconti la tua storia?”. Cinzia Otherside vi aspetta al Lucca Comics, a partire dal 30 ottobre.

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