Milano Pride 2019: La prima volta fu rivolta, un (importante) manifesto politico

Ho letto tanti articoli che rivendicano il Pride come una “carnevalata”. E invece no. La parata annuale dell’orgoglio gay è molto di più (ed è anche riduttivo parlare solo di orgoglio gay, perché si tratta primariamente di orgoglio di tutte le minoranze libere). E’ una delle poche manifestazioni politiche inclusive, strutturate, capillari (Onda Pride è presente in più di 40 città in Italia) e progressiste che l’Italia possa vantare.Sono stata a 5 edizioni del Pride di Bruxelles, l’ultima a maggio. Alla fine della giornata (era l’una di notte) ho avuto un confronto con una mia carissima amica, che ha fatto un’osservazione attenta e significativa: “Bellissimo il divertimento, la techno e la spensieratezza ma…dov’è il significato di questa manifestazione?“. Mi ha colto di sorpresa. Devo essere sincera, le ho risposto di getto “G. la vita è già complicata così, abbiamo affrontato tante sconfitte personali e pubbliche. Forse per un giorno all’anno dobbiamo dimenticarci di tutto, anche del dispiacere. E poi in Belgio hanno già tutto“. Beh, G., sorpresa dalla mia risposta mi ha un po’ rimproverato, rintuzzando “Ma sei seria?Ma neanche qualcuno che dal palco dei dj che dicesse qualcosa su tutte le violenze omofobe o sulle persone che ancora soffrono nel mondo a causa della loro sessualità?”.G. ha ragione da vendere. I manifesti politici sono fondamentali. E oggi ancora di più perché sono il punto di riferimento di un intero paese. Quindi vorrei condividere qui con voi le parole, gli eventi e alcuni passi significativi del manifesto politico del Pride 2019 di Milano nel 50esimo anniversario dei moti di Stonewall.

Milano: La prima volta fu rivolta

La settimana del Pride l’ha inaugurata Beppe Sala ieri con questo post su Facebook.

Dal 21 al 30 giugno ci saranno 60 eventi in giro per la città, a partire dal festival cinematografico Mix al Piccolo Teatro. Il 14 giugno è stata inaugurata la mostra, gratuita e aperta all’ex Fornace (Alzaia Naviglio Pavese n.16) fino al 30 giugno, che celebra la nostra piccola Stonewall: 50 anni di movimento politico omosessuale milanese. Una selezione editoriale che ripercorre la storia di tutte le lettere del movimento LGBTQ+. Il 22 e il 23 giugno ci sarà La traviata norma, un doppio spettacolo dedicato a Mario Mieli al Teatro Elfo Puccini.Il 28 maggio del 1969 il primo passo l’aveva fatto Sylvia Rivera a New York. Si dice che contro la polizia avesse lanciato un tacco. Che sia vero o no quella volta fu la prima volta che gli invisibili diventarono improvvisamente protagonisti della loro vita. Con forza vigore, orgoglio.
“Ricordare 50 anni di movimenti vuol dire ripercorrere quelle energie per continuare quel percorso di conquista dei diritti”, ha detto il presidente di Arcigay Milano Fabio Pellegatti, alla conferenza stampa di presentazione degli eventi, il 18 maggio a Palazzo Marino.

Le discriminazioni sono in aumento ma il Comune è avamposto contro le discriminazioni” ha fatto eco Diana DeMarchi, la presidente della commissione pari opportunità della giunta Sala. Il 2 luglio aprirà a Milano una casa di accoglienza per le persone LGBT cacciate di casa dalla famiglia. Sarà inoltre attivato un servizio antidiscriminazione per combattere l’omofobia e sono stati stanziati 500mila euro per promuovere una sessualità libera e consapevole.Il 29 giugno…MANIFESTO!“Le persone LGBTQIA+ non lottano solo per i propri diritti ma per i diritti di ogni essere umano: diritto al lavoro onorevolmente retribuito, diritto alla libertà di pensiero, di parola e di stampa, diritto ad una vita autodeterminata e assistita da tutte le necessità di cui uno Stato deve farsi carico per ogni cittadino (…) Oggi i Pride che conosciamo sono marce festose e civili, ma non dobbiamo mai abbandonare quella vena di lotta e di rivoluzione che ha dato vita al nostro movimento, esattamente 50 anni fa (…) Oggi dobbiamo recuperare quella grinta, quella forza, quella determinazione che ci ha portato ad alzare la testa, a decidere che eravamo definitivamente stanchi di essere discriminati e maltrattati. Oggi non dobbiamo accontentarci di quel poco che abbiamo ottenuto in questi anni, ma dobbiamo invece rivendicare con fierezza ed orgoglio le nostre istanze e scendere in piazza a manifestare con uno spirito di rinnovato coraggio, tenendo sempre nella mente, nel corpo e nel cuore che LA PRIMA VOLTA FU RIVOLTA!”. Questo è solo uno stralcio del manifesto scritto e diffuso dal coordinamento arcobaleno del Pride Milano.
Ditelo a tutt*: dalla vostra parte, chiunque voi siate, nella vostra lotta per i diritti avrete al vostro fianco il movimento arcobaleno. Un movimento POLITICO che si batte per la visibilità non solo dei suoi individui ma di tutte le minoranze. A Milano, in città, in provincia, nei paesini sperduti e in tutte le solitudini.
Ci vediamo il 29 giugno alle 16 in Piazza Duca D’Aosta. On lache rien!

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