Anatomia di un coming out

Ho chiesto a una mia carissima amica di dare forma alle sue emozioni dopo aver fatto recentemente coming out, forse il più difficile in assoluto, quello con i suoi genitori. Ci vuole tanta delicatezza e pazienza, in certi casi, per raggiungere l’equilibrio giusto, sbocciare e rivelarsi con i legami più primordiali e intimi.

«Paura, coraggio, libertà : questi sono i 3 capitoli della mia vita sessuale e sentimentale. Un po’ come nel film “Collateral beauty” dove tempo,morte e amore vengono a trovarti e guidarti. Beh, io ho parlato con:paura,coraggio e libertà.

Paura e’ l’emozione che mi ha accompagnata per il 90% della mia vita. Paura di far conoscere la vera me! Paura di perdere quei legami e le persone a cui tengo di piu’ al mondo, la mia famiglia piu’ di qualsiasi altra cosa.

La Paura mi ha fatto indossare una maschera, poi un’altra e un’altra ancora fino a disconnettermi dalle emozioni, fino a cancellare la mia vera identità. Mi sono ritrovata a 30 anni a voler essere qualcun altro. “Some people are other people”, diceva Oscar Wilde. Io mi sono ritrovata a rincorrere la me stessa finita giù, soffocata dalla paura.
Per anni non ne ho parlato con nessuno, nemmeno con la mía migliore amica pur sapendo che lei non mi avrebbe mai giudicato.

Vedere persone che vivono tutto normalmente,ascoltare storie di chi aveva avuto coraggio di fare coming out. Questo mi ha aiutato tanto.
Il mio primo coming out coincide con l’inizio della la mia prima relazione con una ragazza. Ma non volevo essere me stessa solo all’interno di una relazione, tenendo fuori i miei amici veri.
Dopo un po’ di anni l’ho detto alle mie sorelle e ai miei cigini piu’ stretti. Ma mancava il tassello piu’ importante: i miei genitori . Mi dicevo: “ma si,a 30 anni lo faccio”. I trent’anni sono arrivati, poi i 31 e cosi vía. Il coraggio no.
Nel frattempo, ho iniziato a fare terapia con una psicologa per ritrovare me stessa, piu’ che altro per conoscere me stessa. Mi sono ritrovata faccia a faccia con altre me che erano le parti che piu’ odiavo in altre persone. Con le ferite che mi sono autoinflitta, pensavo mi ci sarebbero voluti anni. Ma la voglia di parlare con i miei genitori, diventava ogni giorno sempre piu’ forte. Ho mancato il primo colpo. Ho avuto mal Di testa per molti giorni, poi sono stata male eho capito: “Non posso perdere me stessa per paura di ferire gli altri”. Poi è arrivato il Coraggio.
Invio il messagio per chiedere di parlare, l’ansia aumentava sempre di piu’ e dopo due secondi ero davanti a loro a parlare di quanto la famiglia, la sincerita’ ed essere se stessi sono elementi importanti per me, quasi a giustificarmi. Volevo essere normale. Sono scoppiata in lacrime dopo la prima frase.
I miei parevano sorpresi e non contenti sulle prime. Io mi sono sentita libera, ho capito cosa vuol dire essere liberi! E’ una sensazione bellissima..come stare sotto la pioggia a braccia aperte.

A qualche giorno dal mio coming out, il rapporto con la mia famiglia è più importante e piu’ bello di prima, li sento vicino ed io..sono liberaaaa!
Le maschere sono cadute!»

Copertina di Camila Rosa, illustratrice brasiliana

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

GF Maccaferri

...e provare ad andare oltre il solito "che carino"

G-ancho ibérico

Politica e cultura sui binari di Spagna

Sui muri di Milano

Tutta la street art in giro per Milano

The Bottom Up

Approfondimento dall'Italia e dal mondo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: