La diseducazione: da Valencia una legge contro le terapie “riparative”

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Adam, Jane e Cameron: i protagonisti del film “La diseducazione di Cameron Post” (2018) diretto da Desiree Akhavan

È  stata definita “la legge più avanzata in materia di protezione della comunità LGBT“, è stata approvata in Spagna, dal parlamento valenciano (Cortes Valencianas)  e prevede la proibizione di tutti i tipi di terapie di conversione (cosiddette riparative) per modificare, influenzare o cambiare l’orientamento sessuale delle persone del gruppo LGBTQI+. La legge riguarda tutta la comunità in quanto protegge anche le persone intersessuali o con variazioni nello sviluppo sessuale.

L’obiettivo fondamentale di questa legge, riporta il sito del quotidiano catalano La Vanguardia, è prevenire le aggressioni e sradicare tutte le discriminazioni in materia di orientamento sessuale. Sono previste multe fino a 120 000 euro sia per la diffusione sia per la pubblicità di terapie di conversione.

La terapia riparativa, una pratica diffusa

L’abbiamo visto nell’ultimo film di Desiree Akhavan, La diseducazione di Cameron Post : la violazione della normalità sessuale, l’eteronormatività, va spesso incontro alla repressione e alla “normalizzazione” attraverso terapie psicologiche dal dubbio contenuto riparatore. La giovane Cameron, viene costretta dalla zia a partecipare al campo estivo “God’s promise” (La promessa di Dio) per diseducarla dalla condotta omosessuale. Sono tanti i casi in cui la finzione cinematografica diventa amara realtà. Come nel caso di Emily Scheck, una studentessa della facoltà di economia dello stato di New York, Stati Uniti, cacciata di casa dai genitori dopo la scoperta di una relazione con una ragazza della sua università. Un bivio per la ragazza: torna a casa e vai in terapia o continua la tua vita ma senza il nostro aiuto. Non solo, la ragazza ha dichiarato di aver ricevuto insulti dalla madre, che l’ha definita “disgustosa”. Questa storia, ha un lieto fine. Gli amici di Emily hanno lanciato una campagna di crowdfunding che ha raccolto più di 50 000 dollari e permetterà ad Emily di continuare gli studi e rifarsi una vita.

Perchè non tutte le storie hanno un happy ending, una legge a protezione della comunità LGBTQI+, come quella approvata dal parlamento valenciano, contribuisce a proteggere le persone vulnerabili ed esposte al plagio di organizzazioni che approfittano della loro vulnerabilità per il proprio tornaconto personale.

Come si dice? You can’t pray away the gay! Ma puoi mandare via l’omofobo che c’è in te.

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